Rischio biologico Legionella

Rischio Biologico Legionella pneumophila

La malattia del legionario

Legionella è un batterio gram negativo che si può facilmente trovare in natura (ubiquitario) in acque superficiali tiepido/calde dove vive spesso in simbiosi con altri microrganismi.

 

Oltre alla più conosciuta L. pneumophila, a cui sono imputati oltre l’85 % dei quadri sintomatici, esistono altri ceppi potenzialmente pericolosi.

Ad esempio, il sessanta per cento delle infezioni da “Legionella non-pneumophila sono causate da Legionella micdadei.

In questo caso, anche se la diarrea è un sintomo normalmente presente e comune nei casi di legionellosi, nel caso di infezione da L. micdadei diviene uno dei sintomi più evidenti e pericolosi.

Comunque, in natura, il genere Legionella non rappresenta un pericolo reale per la salute umana in quanto può divenire pericoloso solo quando, per effetto di una nebulizzazione spinta,  giunge nelle basse vie aree (alveoli polmonari) del nostro organismo.

La possibilità di infettare l’uomo può avvenire più facilmente quando il batterio trova negli impianti idrici o aeraulici delle condizioni favorevoli alla sua crescita (acqua tiepido/calda, possibilmente stagnante o in ricircolo, nell’intervallo di temperatura 25/45°C) che ne consentono una proliferazione fino a valori molto elevati (oltre 107 ufc/l) in un ambiente o un sistema artificiale che ne consenta la contestuale nebulizzazione.

Questo può avvenire normalmente nel caso di impianti di produzione e distribuzione di acqua calda sanitaria (ACS) che alimentano le docce, gli impianti di condizionamento con torri evaporative o con sistemi di umidificazione con ricircolo dell’acqua, fontane ornamentali con ricircolo dell’acqua, sistemi di nebulizzazione di serre per giungere fino ai sistemi riuniti utilizzati da dentisti e odontotecnici, etc.

Si ritiene, comunque, che i casi di  infezione da Legionella siano ampiamente sottostimati, non solo per la carenza di notifica da parte di molti paesi o regioni dei casi ospedalizzati o diagnosticati, ma anche e specialmente perché in molti casi, in particolare per le infezioni da sierogruppi 2-14 (Sr. 2-14), il decorso della malattia si esprime non sempre come una polmonite, ma con sintomi che per molti versi vengono identificati come una “sindrome parainfluenzale”.

Sono infatti riconducibili a tali infezioni malattie anche epidemiche con decorso benigno come la Febbre di Pontiac il cui nome trae appunto origine da un episodio epidemico sviluppatosi in quella città del nord america nel 1968.

Sempre ascrivibile a tali manifestazione patologiche si ricorda la maggior epidemia mai documentata; infatti, nel 2003 in Spagna, nella città di Murcia, a fronte di 800 casi sospetti di cui 449 confermati si è avuto un tasso di  mortalità molto basso, circa dell’1% che relega l’identità dell’agente etiologico ad un ceppo sicuramente meno virulento di un Sr. 1.

 

Un nuovo agente etiologico implicato in polmoniti antibiotico resistenti

La conferma che un particolare stipite batterico fosse il vero agente infettivo responsabile di una serie di episodi epidemici, con esiti anche mortali, inizia a farsi strada tra gli anni sessanta e settanta.

La sua individuazione si presentò abbastanza difficile in quanto, per essere capace di infettare il nostro organismo, ne bastano poche decine per centimetro cubo.

Le indagini si sono fatte sempre più attente finché durante una riunione di soldati iscritti all’American Legion, avvenuta nel 1976 al Belview Stratford Hotel di Philadelfia, si è sviluppata una epidemia di polmonite acuta mono/bilaterale, antibiotico resistente, con 34 decessi su oltre duecento infettati e con un tasso di mortalità, oltre il 10%, estremamente inquietante.

In questo caso la causa fu inequivocabilmente identificata in un forte inquinamento da Legionella pneumophila dell’impianto di condizionamento provocato da un aerosol generato da una torre evaporativa posta, erroneamente, sopravento rispetto alla griglia di presa dell’aria primaria dell’impianto dell’aria condizionata che diffuse il batterio in tutta la struttura alberghiera.

Tale scoperta ha, poi, portato a individuare nel genere Legionella, e precisamente in Legionella pneumophila,  il responsabile di un numero sempre maggiore di polmoniti elettivamente a carico di maschi (in maniera significativa) defedati, anziani , fumatori, o con problemi anche temporanei di immunocompetenza, fino ad allora rimaste senza una chiara causa.

L’attivazione di ricerche mirate in casi di polmoniti mono-bilaterali antibiotico resistenti ha, poi, consentito di individuare un certo numero di sottotipi, chiamati sierogruppi per la presenza di antigeni che li distinguono gli uni dagli altri, dei quali il sierogruppo 1 (Sr 1) è il più pericoloso in quanto costituisce oltre tre quarti dei casi gravi, con un tasso di mortalità molto più elevato degli altri.

Come già detto, gli altri sierogruppi sono spesso associati a sindromi parainfluenzali con interessamento polmonare ma con decorso meno grave e spesso non segnalati in quanto confusi con patologie polmonari di differente origine.

La diagnosi, poi, è divenuta almeno per L. pneumophila Sr 1, più facile da quando è stato messo a punto un metodo di analisi basato sulla ricerca di una proteina specifica nelle urine (un antigene rilasciato solo ed esclusivamente da L. pneumophila sr 1), che rende la diagnosi assolutamente certa.

Tratto dalla lezione sul rischio biologico Prof. Maurizio Podico, Università degli Studi di Parma  -  AA 2012/2013

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