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Epidemia legionella in Germania

5 settembre 2013   Epidemia di legionella in Germania

Commento a cura del Prof. Maurizio Podico

L’attenzione che il morbo del legionario – così viene spesso chiamata la polmonite di origine batterica da Legionella pneumophila – è testimoniata dalla notizia lanciata da EURONEWS il 5 settembre.

Il giornalista, animato dalla volontà di informare e probabilmente pressato da tempi stretti, ha dato risalto ad alcuni aspetti estremamente importanti come il numero di infettati, i decessi, che è stata identificata la fonte e che non esiste la possibilità di contagio interpersonale. Su altri aspetti ha, purtroppo, operato in maniera non altrettanto precisa e scientifica.

Ad esempio:

  • si parla dell’agente patogeno come di un virus, mentre è un batterio
  • “è virulento perché ci sono 19 ceppi”: aspetto assolutamente ininfluente sulla sua virulenza, in quanto non è il numero di ceppi che la determina.

Inoltre, un altro aspetto che meritava di essere meglio spiegato è il meccanismo di contagio, che avviene solo mediante la creazione di un aerosol (una nebulizzazione molto fine dell’acqua contaminata) e non mediante alcun altro mezzo o vettore: ciò rende impossibile la trasmissione tra le persone e anche l’infezione mediante l’uso alimentare dell’acqua che, nella fattispecie, era acqua di un depuratore (difficilmente idonea al consumo umano!).

La spiegazione più logica è che in una qualche fase presente nell’impianto si sia generato un aerosol fatto di gocce così piccole da poter essere trasportate dal vento fino a coloro che si sono poi infettati inalandole.

In tal caso si riproponerebbe un monitoraggio degli impianti in grado di generare tale situazione, anche perché pure in Francia, a Lione, una raffineria che nebulizzava acqua per raffreddare gli impianti causò una ottantina di casi – con alcuni decessi – generando un’area di rischio di infezione ampia alcuni chilometri.

Per dovere di cronaca, inoltre, quello citato dall’articolo non è stato neanche il caso più grave come numero di infettati in quanto occorre ricordare come in Spagna, nel luglio 2001 a Murcia (vedi Legionnaires’ Disease Outbreak in Spain, Murcia), si è avuta una epidemia con 800 casi di cui 449 confermati; oppure quello che ha dato origine al nome dell’agente patogeno al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia nel 1976, che ha visto coinvolti oltre 230 legionari con una trentina di decessi.

Altri articoli sulla Legionella in Germania:

- 13 settembre 2013: Financial Time Little to cheer for brewer as bug threatens Germany’s Oktoberfest

- 15 settembre 2013: Il Giornale Lo spettro della Legionella terrorizza l’Oktoberfest

Prevenzione legionella

Prevenzione legionella

Allo stato attuale non esistono ne vaccini ne farmaci in grado di proteggerci da un possibile contagio.

Per questo motivo tutti i documenti orientati a ridurre il numero di casi si basano su politiche di prevenzione mediante degli attenti e mirati processi di manutenzione e gestione degli impianti idrici e aeraulici.

Tale atteggiamento, d’altra parte, è coerente con la filosofia affermata prima dal D.Lgs. 626/94 e poi dal D.Lgs. 81/08 in tema di protezione e prevenzione della salute dei lavoratori, principale riferimento normativo.

Proprio in tali norme, vista la vastità delle attività che non possono essere integralmente e esaustivamente trattate si indica, in casi di particolari fattispecie, di prendere in considerazione e di applicare anche tutti i documenti tecnici, redatti da fonti autorevoli, che in un qualsivoglia posano essere di supporto per ridurre il pericolo in oggetto.

Nel presente si ricorda come Legionella pneumophila sia solo uno dei microrganismi potenzialmente patogeni che possono rappresentare un RISCHIO BIOLOGICO, molto spesso inapparente e sottovalutato.

In realtà il rischio biologico ha molteplici aspetti che possono originare dei potenziali rischi per la salute umana.

Essi vanno dal rischio allergenico costituito da acari presenti nelle moquette o in tendaggi o al più grave problema di tossine o allergeni rilasciati dall’impianto di condizionamento o direttamente dall’ambiente stesso noto con il nome di“Sindrome da edificio malato”

Tale nome, derivante da una traduzione poco felice indica, in realtà, la presenza di condizioni non idonee all’uso civile o produttivo delle strutture o alla presenza di microrganismi potenzialmente patogeni nelle reti idriche o in altre fonti di inquinamento ambientale.

Solo in ambito di allarmi specifici le patologie, di solito molto gravi, sono dovuti dalla presenza di virus sulle superfici o nell’aria come nei casi della SARS o dell’influenza aviaria.

Se questi ultimi casi sono stati esaminati a causa di rischi epidemici specifici negli altri il pericolo è quasi sempre inapparente e praticamente viene evidenziato solo dopo specifiche ed accurate indagini dopo evidenze epidemiologiche.

Per riprendere i concetti già espressi in tutti i casi, a prescindere da tipo di agente implicato, l’unica via percorribile resta quella della prevenzione.

La prevenzione della legionella prevede di dover fare un’attività di indagine tecnica per poter accertare se il rischio/pericolo costituito da un certo agente potenzialmente pericoloso è o non è presente nella fase o nella parte di impianto esaminata.

A questo si deve aggiungere una ricognizione sull’effettiva possibilità che tale rischio possa generare un pericolo effettivo nel contesto esaminato.

Diviene estremamente chiaro che la presenza di un potenziale patogeno p.es. Legionella non dovrebbe genera alcun problema se l’acqua che la contiene non può, in alcun modo, giungere a contatto con le basse vie aeree, in pratica in assenza di una possibile nebulizzazione il patogeno non potrà in alcun modo esprimere il proprio potenziale infettivo.

Per questo la presenza, anche rilevante, di Legionella in molti contesti naturali come fiumi e stagni, ben difficilmente può generare una infezione mentre la stessa acqua nebulizzata da una fontana o da un sistema di irrigazione può rappresentare un pericolo reale per la salute umana.

(Tratto dalla lezione sul rischio biologico Prof. Maurizio Podico, Università degli Studi di Parma  -  AA 2012/2013 – tutti i diritti riservati)